La dieta ipoproteica
A cosa serve
La dieta ipoproteica è importante in tutti i casi in cui risulta alterato il metabolismo delle proteine, che, in assenza di un adeguato trattamento dietetico, potrebbe provocare un accumulo nel sangue di sostanze tossiche per l'organismo. In molti casi la dieta ipoproteica aiuta ad affrontare le problematiche associate a diverse patologie e a migliorare l'efficacia di alcune terapie (es. morbo di Parkinson in terapia con Levodopa); in alcune situazioni questo tipo di dieta è di fondamentale importanza in quanto unica terapia disponibile, è il caso delle aminoacidopatie metaboliche, come la fenilchetonuria, e dell'insufficienza renale cronica (IRC). In queste situazioni la dieta ipoproteica consente di trattare la malattia e allo stesso tempo di mantenere un corretto stato nutrizionale. Nell'insufficienza renale cronica la dieta ipoproteica rappresenta il pilastro della terapia conservativa, permette, soprattutto se attuata in fase precoce, di prevenire e trattare sintomi e complicanze della ridotta funzionalità renale e quindi di ritardare l'ingresso in dialisi.
Le caratteristiche della dieta ipoproteica
La dieta ipoproteica prevede un apporto ridotto di proteine, sostanze fondamentali per la crescita dell'organismo, che devono quindi essere introdotte per evitare la denutrizione. In particolare occorre mantenere il giusto apporto di proteine nobili derivanti da carne, pesce, uova, latte, contenenti gli aminoacidi essenziali, sostanze indispensabili per l'organismo, a scapito delle proteine non nobili, derivanti dagli alimenti a base di cereali (pane, pasta, dolci), che hanno scarso valore biologico e che possono essere sostituiti con alimenti aproteici in grado di fornire il giusto supporto calorico senza aumentare il carico proteico. Un altro aspetto della dieta ipoproteica come trattamento dell'IRC è l'introduzione controllata di sodio, fosforo e potassio, sali minerali di difficile smaltimento da parte del rene malato e che quindi accumulandosi nel sangue complicano ulteriormente la patologia renale e provocano danni a carico dell'intero organismo: ossa, cuore, sistema cardio-circolatorio. Occorre pertanto limitare il consumo di alimenti ricchi di questi sali minerali: sale e alimenti salati come insaccati e formaggi stagionati; latte e latticini; legumi secchi; cioccolato; banane; kiwi; albicocche. La dieta ipoproteica deve essere elaborata e seguita dal medico e dal dietista secondo schemi alimentari in grado di mantenere il giusto equilibrio fra la limitazione di accumuli dannosi e la necessità di nutrienti indispensabili per l'organismo. I prodotti aproteici sono un valido sostegno allo specialista nell'elaborazione di schemi dietetici volti al raggiungimento di questo importante equilibrio, ma anche una gustosa alternativa nell'alimentazione di chi segue una dieta ipoproteica.
Cos'è l'IRC?
L'insufficienza renale cronica comporta la perdita costante ed irreversibile dei nefroni, le unità funzionali dei reni, questo provoca una progressiva riduzione della funzionalità renale. I reni filtrano il sangue e mantengono in equilibrio la sua composizione, regolando la quantità di acqua e dei sali minerali, mantenendo sotto controllo la pressione arteriosa ed il metabolismo di calcio e fosforo, ed eliminando sostanze di scarto. L'insufficienza renale cronica attraversa vari stadi e si misura attraverso la velocità di filtrazione glomerulare, che diminuisce progressivamente sino ad arrivare alla necessità di sostituire il rene con il trapianto o con il rene artificiale (dialisi). I soggetti con insufficienza renale cronica non riescono a smaltire correttamente le proteine, né alcuni sali minerali come il sodio, il fosforo ed il potassio, ciò comporta un accumulo di sostanze che diventano tossiche per l'organismo, occorre pertanto intervenire con farmaci e dieta per evitare accumuli tossici e allo stesso tempo assicurare all'organismo il giusto apporto di nutrienti. Se diagnosticata precocemente, infatti, l'insufficienza renale cronica, può essere trattata con la terapia conservativa basata sul trattamento farmacologico e su un corretto stile alimentare e di vita, questo permette di conservare più a lungo la funzionalità renale e di prevenire e trattare sintomi e complicanze ad essa legati, ritardando di fatto la morte renale e quindi la necessità della terapia sostitutiva (trapianto/dialisi).



